Mauro Gianetti


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Mali

ReCycling The world

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Re Cycling the World

Re Cycling the World è un associazione voluta da Mauro, per creare e promuovere progetti ecologici e sociali, in collaborazione con gli sponsor del suo team ciclistico. Più di 500 posti di lavoro sono stati creati e migliaia di famiglie possono vivere in maniera degna, grazie al contributo di questi progetti.

Per la realizzazione del progetto Mauro ha potuto contare sugli amici Patrick Rufo, Claudio Walter e Micaela Lanza, che l’hanno seguito in quest’avventura.

I due primi progetti sono: 100 anni per un milione di alberi e Ticino: una scuola per il mondo.



100 anni per un milione di alberi è stato ideato da Mauro per festeggiare nel migliore dei modi i cento anni di esistenza dell’azienda Saunier Duval.

Mauro ha presentato con queste parole il progetto all’allora direttore Generale Signor Claude Chalufour, ed al direttore di PDG di SAUNIER DUVAL CLIMA, Carlos Doria:

“I primi 100 anni di esistenza, non devono essere ricordati con un anno di feste e banchetti, ma rappresentare un’occasione per mostrare che l’azienda guarda avanti con rispetto per l’ambiente e per chi lo vivrà assieme all’azienda” .

Queste parole sono bastate per cambiare in parte i piani di festeggiamenti previsti e aderire all’iniziativa. Il nome dato al progetto dice chiaramente quale è lo scopo, finanziare la piantagione di un milione di alberi, in collaborazione con Planète Urgence, fondazione francese senza scopo di lucro, diretta da Hérvé Dubois. Planète Urgence è attiva con molti progetti umanitari ed ecologici nel mondo intero. L’ubicazione scelta per questo primo progetto è stata il Mali, in prossimità Mopti, perché era già stato iniziato un programma di riforestazione in quella zona.

Il programma di riforestazione è stato abbinato ai chilometri percorsi dalla squadra con le seguenti modalità:
Ogni chilometro percorso in gara dai corridori del team, corrispondeva alla piantagione di un albero.
Se i chilometri erano percorsi in fuga, quindi all’attacco davanti al gruppo, gli alberi piantati sarebbero stati 2 per ogni chilometro, mentre per ogni vittoria gli alberi piantati si moltiplicavano per 5 per ogni chilometro percorso durante la giornata.

Il progetto ha avuto un enorme successo, le personalità più importanti del ciclismo come Eddy Merckx, Vittorio Adorni, Miguel Indurain, il velista Thomas Coville e il cantante Paolo Meneguzzi, hanno voluto aderire all’iniziativa, pedalando parecchi chilometri in favore del progetto.


Eddy Merckx Miguel Indurain Paolo Meneguzzi Thomas Coville


Thomas Coville ha dedicato la sua circumnavigazione del globo e Paolo Meneguzzi ha finanziato un albero per ogni suo CD venduto. Tra le iniziative che si sono aggiunte, si può menzionare il campionato Francese di Pista handicap. Un concorso aperto al pubblico ha permesso a 100 fortunati vincitori (tra oltre 1000 partecipanti) di contribuire alla raccolta di alberi con i chilometri da loro percorsi. Molti benefattori hanno chiesto di poter partecipare finanziariamente all’iniziativa, ma non essendo questo lo scopo della nostra iniziativa, si è preferito rinunciare alle offerte, indicando comunque agli intenzionati la possibilità di rivolgersi a Planète Urgence per aiutare eventuali altri progetti.

Il primo albero è stato piantato da Linda Gianetti, figlia dodicenne di Mauro, che sentendo il papà, parlare in casa con entusiasmo della preparazione del progetto, ha voluto a tutti i costi seguire il padre in quest’esperienza. L’eucalipto è stato piantato sulla riva del lago sacro di Fatoma, durante prima spedizione avvenuta nel mese di novembre del 2006.


Hervé Dubois e il suo staff di Planéte Urgence, in particolar modo il responsabile sul posto, Mussa Keita, hanno svolto un lavoro eccezionale, in quanto il milione di alberi è stato piantato secondo precisi criteri in modo da coprire al meglio i fabbisogni della popolazione indigena, bisogna sapere che per i Maliani gli alberi rappresentano un vero tesoro.

Dapprima sono stati creati i vivai nei quali sono stati coltivati diversi tipi di alberi da frutta. L’innaffiamento dei vivai ha reso indispensabile lo scavo di numerosi pozzi per l’acqua.

Mussa Keita ha vagliato migliaia di richieste atte ad ottenere alberi. La sua idea è stata di donare 1000 alberi a 1000 famiglie che disponevano del terreno adatto. Inizialmente è stato consegnato un centinaio di alberi da frutta per nucleo famigliare, per valutare chi veramente si occupava della piantagione e non l’abbandonava a se stessa. Pochissimi sono stati i casi con i quali si è dovuto interrompere la collaborazione per mancanza di interesse.

Il progetto non é ancora completamente realizzato, la decisione di donare alberi da frutta alle famiglie, ha avuto non solo uno scopo ecologico, ma anche sociale, in quanto le famiglie sono state responsabilizzate sull’importanza e l’utilità di ciò che veniva dato, sia per sostentamento diretto, sia per quello indiretto (vendita o scambio di frutta). Sono state premiate anche le migliori piantagioni, alla presenza di Mauro Gianetti, Carlos Doria e alcuni corridori del Team.

Per promuovere il progetto, Mauro ha organizzato due gare ciclistiche dell’amicizia. La prima si è svolta a Mopti, nel gennaio del 2007, su un percorso di 60 chilometri, 6 corridori del team SAUNIER DUVAL ed una ventina di corridori africani, per alcuni di loro il viaggio di andata e ritorno per partecipare alla gara è durato ben 3 giorni. In questa occasione gli stessi corridori hanno piantato alberi in due scuole ed in alcune piantagioni, molti giornalisti hanno seguito la trasferta dandone spazio nei loro articoli in tutto il mondo.

L’esperienza è stata rifatta nel mese di gennaio 2008, dove i corridori sono stati accompagnati anche dal direttore generale di SAUNIER DUVAL CLIMA Signor Carlos Doria, che ha voluto piantare lui stesso alcuni alberi e visionare di persona la validità e lo svolgimento del progetto.

Le parole di Mauro:
Ringrazio di cuore i miei collaboratori Patrick, Claudio e Micaela, per il loro appoggio in ogni momento e per ogni necessità. Ringrazio i corridori, il mio collega Matxin, la dottoressa Maria Sagasti e tutti gli amici giornalisti, Giovanni, Marco, Claudio, Gianfranco, Victor, John, che mi hanno seguito fino in Africa, per pedalare, piantare alberi e promuovere il sostegno a un progetto molto importante, mi auguro che questa esperienza sia servita anche ai corridori per crescere umanamente, imparare a relativizzare il risultato sportivo e dare valore alle cose concrete e più importanti della vita.

Grazie di cuore a Hervé Dubois, e tutto lo staff di Planéte Urgence, per aver messo a disposizione il loro sapere e la loro professionalità.

A Mussa Keita, voglio dare un abbraccio, per avermi commosso, non solo per l’impegno, la genialità e la riuscita del progetto, ma perché ha voluto onorarmi, dando il nome di Mauro Gianetti Keita al suo primogenito maschio, in segno di riconoscenza per tutto ciò che ho fatto per la sua gente.

A Carlos Doria e a Claude Chalufour vanno i miei più sentiti ringraziamenti, due persone straordinarie, che nella loro qualità di alti dirigenti di azienda, hanno vissuto e sostenuto il progetto 100 anni per un milione di alberi, non solo per dare lustro alla società che dirigevano, ma hanno creduto sin dal primo momento nella validità e nell’importanza del progetto, grazie al loro cuore alla loro passione e benevolenza e la collaborazione di tutti quanti, siamo riusciti in un piccolo miracolo.



I due primi progetti sono: 100 anni per un milione di alberi e Ticino: una scuola per il mondo.



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